Le aragoste appartengono alla famiglia di crostacei di mare. I rappresentanti della famiglia delle aragoste hanno le grande estremità di chela, in tutto il resto la loro forma assomiglia a quella dei gamberi fluviali. Le vere aragoste si sono distinte per la presenza delle chele molto grandi sul primo paio delle estremità, e di quelle più piccole su secondo e terzo paio. È molto espresso il dimorfismo sessuale – i maschi sono molto più grandi delle femmine. Il reparto addominale è molto sviluppato e i suoi segmenti e le appendici sono distinguibili senza fatica. La parete del corpo è presentata come da tutti i crostacei dai due strati – dall’ecsoscheletro e dall’epidermide ectodermica, il quale forma la corazza. La corazza fa la muta a periodi, permettendo all’animale di crescere. La muscolatura del corpo è presentata dai muscoli specializzati. La durata della vita dei maschi è 31 anno, delle femmine – 54 anni.
Prima le aragoste erano usate come il concime per i campi e come l’esca per la pesca. Oggi le aragoste sono considerate il cibo prelibato di mare più elegante e molto squisito. La loro carne tenera ha il gusto più tenero da tutti i crostacei. La parte più preziosa dell’aragosta è la sua coda, e la carne che è tenuta nelle chele è un pò più rozza, ma anche essa è molto squisita. I buongustai apprezzano soprattutto “tomalley” – il fegato verde, che si trova sotto la corazza, ed anche “corallo” – il caviale rosso morbido delle femmine di aragoste.


